Recensione senza spoiler dell’anime di Beastars

Premessa

Dopo una lunga attesa, Netflix ieri ha finalmente rilasciato in Italia l’anime di Beastars! La prima stagione comprende 12 episodi doppiati in italiano e racchiude gli eventi narrati nel manga fino a metà del volume 6. I 12 volumi usciti finora da noi sono editi da Planet Manga, mentre in Giappone è già disponibile il numero 18.

L’anime è realizzato in computer grafica 3D e già in questo modo possiamo notare le notevoli differenze di stile tra l’opera originale di Paru Itagaki e la trasposizione a carico dello Studio Orange, la cui sede si trova a Musashino, Tokyo.

Il manga di Paru Itagaki

Parliamo brevemente del manga: l’opera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Manga Taisho, il Premio culturale Osamu Tezuka New Creator Prize e il Premio Kodansha come miglior shonen manga. Il retro di copertina del primo volume recita: “Legoshi è pacato, altruista, sensibile, però è un lupo, e per questo è costretto a scontare la differenza dei compagni erbivori. Quando a scuola l’alpaca Tem viene ucciso, i sospetti ricadono inevitabilmente su di lui… Cosa nascondono gli studenti dell’istituto Cherryton?”. L’autrice presenta la storia nel primo volume come “un dramma umano in forma di manga sugli animali” e ironicamente aggiunge: “e non è una definizione contradditoria uscitami di bocca a causa dell’agitazione”. Effettivamente, la storia riprende le vicende di un mondo popolato da animali antropomorfi, dove carnivori ed erbivori vivono insieme.

Dopo questa premessa, passiamo alla recensione vera e propria dell’adattamento anime di “Beastars”.

Recensione

Come specificato sopra, le evidenze stilistiche sono molto notevoli. Difatti, la realizzazione in 3DCG non rende giustizia al particolare e marcato tratto dell’autrice Paru Itagaki, che ha attirato alla sua opera milioni di lettori grazie a uno stile di disegno adatto al tipo di storia che viene narrata. Nonostante ciò, la realizzazione tecnica in computer grafica non fa storcere il naso, anzi: ci sono molti punti in cui questa caratteristica non viene notata.

Nella regia lo Studio Orange è riuscito a dare la giusta spinta a momenti chiave della storia. Come ad esempio la contrapposizione tra la vera natura del protagonista e la sua razionalità che prova ad opprimerla nella scena della fontana di notte. Le scene di rissa e combattimento sono molto enfatizzate e viene mostrato più di quello che è presente nel manga, ma non vengono omesse le scene presenti in quest’ultime. Questo denota una certa attenzione nel restare il più fedeli possibili alle intenzioni originali, rendendo comunque più interessanti e vivide queste scene in animazione. La cosa che all’occhio può dare un po’ fastidio sono alcuni movimenti rigidi ma comunque accettabili.

Il doppiaggio dell’opera è ben realizzato e i sentimenti dei personaggi vengono ben espressi. Un appunto va su alcune voci che si somigliano, ma niente di grave. A Legoshi sarebbe stata appropriata una voce più cupa, ma è comprensibile la scelta di Manuel Meli come doppiatore per lo stile del lupo realizzato nell’anime, meno tetro rispetto al manga. Legoshi riesce a far capire con il solo tono della voce quando è felice, triste o arrabbiato. Nei panni di Louis troviamo Flavio Aquilone, che in passato ha doppiato anche Light Yagami di Death Note.

Sono molto apprezzati alcuni cambi di disegno da 3D a 2D: riescono a trasmettere ansia e paura nelle scene che lo richiedono.

Conclusione e voto

Parliamo infine del comparto audio: la sigla iniziale è azzeccata per questo primo arco narrativo. La musica in generale che si sente nei vari episodi è ben studiata.

La personalità dei personaggi come vengono presentati nel manga non viene cambiata è ogniuno è ben caratterizzato. Il doppiaggio poteva essere realizzato meglio in certi punti, come ad esempio le simulazioni del ringhio, ma nel complesso va benissimo. Il comparto grafico viene apprezzato da alcuni e disprezzato da molti per gusti personali. Ma parlando in ambito tecnico, la cura con cui sono stati realizzati i dettagli dei vestiti e dell’ambientazione è evidente. Lo stile visivo è parecchio diverso dal manga e quindi è consigliabile leggere anche l’opera cartacea per poterla apprezzare al meglio.

Nel complesso, possiamo dire che l’adattamento anime di Beastars è fatto bene, ma non è del tutto consigliato come visione a se stante. E’ stata una sorpresa inaspettata il doppiaggio italiano e non è un aspetto da sottovalutare, prendendolo come per scontato.

Stando alle valutazioni fatte, il voto complessivo che personalmente mi sento di dare all’anime è 7,8. Si spera che per la seconda stagione, annunciata ufficialmente alla fine dell’episodio 12, il team di sviluppo faccia ancora meglio di quello che abbiamo visto.

E voi, che ne pensate? Siete entusiasti dell’uscita dell’anime di Beastars?

Disegno by Ir0kami, visita il suo profilo instagram
Disegno by Ir0kami, visita il suo profilo instagram