Recensiamo e parliamo della Seconda parte della Sesta stagione di Bojack Horseman, serie firmata Netflix arrivata al termine.

SPOILER ALERT | Saranno presenti spoiler all’interno di questa analisi-recensione in modo da poter parlare il più possibile, e senza mezzi termini, di questo finale di stagione.

Bojack Horseman, il momento, che molti temevamo è arrivato, Stagione 6 Parte 2. Questa seconda parte chiude ufficialmente la serie firmata Netflix, diffusa, per la prima volta in Italia, l’ottobre del 2015. Parliamo di 8 episodi, per un totale di 16 episodi per la sesta stagione, sarà valsa la pena aspettare fino ad oggi per il finale? Avranno creato un finale degno della serie? Let’s find out! (Per chi ha visto la serie in lingua originale)

Nella prima parte della sesta Stagione avevamo lasciato Hollyhock, sorella minore di Bojack, mentre chiedeva a Peter Pocket, amico di Penny la cerbiatta, chi fosse l’uomo della festa liceale in New Mexico. Nel finale di quest’ottavo episodio non vediamo la reazione di Hollyhock, ed è anche e soprattutto questo a mandarci in hype per il tanto atteso seguito.

hollyhock bojack horseman stagione 6

La seconda parte

Questa seconda parte avrà mantenuto alto il nome della serie? Analizziamola un po’ per scoprirlo.

Analisi

La seconda parte inizia con Bojack, che dovrà affrontare il suo primo giorno, da insegnante di recitazione, al college frequentato da Hollyhock, ormai a conoscenza del segreto del fratello. L’obiettivo della serie è farci capire se, in situazioni di questo tipo, la volontà è abbastanza per cambiare e lasciarsi il passato alle spalle. Ritroviamo un Bojack alle prese col mondo scolastico, dove si rivela essere un buon insegnate, trovando un obiettivo per la sua vita, cercando di essere una persona migliore e riuscendoci. Vediamo anche Diane, alle prese con gli effetti degli antidepressivi, che cerca di scrivere un libro sulla sua vita con lo scopo di far sentire meno sole le persone che come lei si sentono emarginate e sole. Le medicine si rivelano essere le sue peggiori nemiche, daranno vita ad allucinazione che Diane sarà costretta ad affrontare per poi decidere di smettere di prenderle. Durante la lotta interiore con i suoi demoni del passato, scriverà una storia totalmente diversa da quella che voleva ma che verrà comunque apprezzata per gli stessi motivi, da avere tanto successo da richiedere subito il sequel.

Se in questi due primi episodi abbiamo visto che la volontà di una persona può portare lontano ed in buone direzioni, ciò che accadrà da adesso sarà l’inizio della fine. Ricordate Paige e Max? I giornalisti che indagavano sulla morte di Sarah Lynn e su un eventuale collegamento con Bojack? Bene, li vediamo adesso interrogare personaggi che hanno avuto a che fare con Bojack nel bene e nel male. Faranno pressione su Penny, la cerbiatta del New Mexico, sul suo terapeuta per cavalli, con cui si è confidato mentre era in riabilitazione, ed infine interrogheranno Mr. Peanutbutter. Sarà proprio quest’ultimo a rivelare ai due giornalisti la verità su quella notte, saputa da un racconto di Bojack mentre era ubriaco, ma non per cattiveria bensì cercando di difendere il suo amico. È interessante vedere e riflettere su questa tematica, come l’ingenua bontà di qualcuno viene usata come arma da qualcun altro, come ad Holliwoo allo stesso modo nel mondo reale, è pieno di persone che si approfittano del prossimo perché più debole o buono, sperando che questo faccia riflettere in molti.

Bojack si trova a dover tenere un’intervista in cui la volontà, di essere una persona migliore, lascerà il posto alla paura e al vecchio Bojack che passerà per il povero tossicodipendente infinitamente dispiaciuto per la tragedia di Sarah Lynn. Vediamo anche come il mondo inizi a provare compassione per lui e come i giornalisti non si arrendano, al punto da riferire argomenti, che avrebbero distrutto Bojack, alla stessa intervistatrice a cui lo stesso aveva concesso una seconda intervista. Come passo successivo il mondo inizia ad odiare, disprezzare ed emarginare Bojack, che resterà solo in balia dell sue emozioni e, come se non bastasse, senza casa venduta per pagare le spese della causa persa per la questione Sarah Lynn.

In preda ai sensi di colpa e ormai distrutto, Bojack decide di accettare l’invito di Angela Diaz, la ricorderete per aver convinto Bojack a far licenziare Herb da Horsin’ Around. Angela gli propone di firmare una liberatoria che lo priverà dei guadagni delle vendite dei Blu-ray di Horsin’ Around, accuratamente modificati per rimuovere la sua figura, e dopo varie discussione Bojack accetterà. La volontà di cui parlavamo prima svanisce per dare spazio all’alcool che lo porterà a fare irruzione nella, ormai non sua, vecchia casa, guardando uno dei Blu-ray presi da Angela per poi chiamare Diane chiedendole di salvarlo e buttarsi in piscina in attesa di annegare. È qui che parte l’allucinazione che gli farà prendere coscienza del fatto che sta per morire, incontra sua madre, suo zio morto in guerra, Secretariat, Sarah Lynn, Herb, che gli faranno capire che è finita. In preda al panico Bojack cerca di scappare da questa allucinazione. Si risveglia in ospedale  per poi venire processato, ed arrestato per effrazione, e quindi condannato a 14 anni di carcere. Esce dal carcere per poter essere presente al matrimonio di Princess Carolyn e Judah, dove incontrerà Diane, riuscirà a parlarle lei gli chiederà scusa e lo ringrazierà, questo è lo scenario finale di Bojack Horseman.

Conlcusioni

Questa seconda parte è ben strutturata e ha mantenuto le aspettative che ci eravamo fatti con la prima parte e in generale con le precedenti stagioni. È da apprezzare come nonostante tutto si continui a buttare una critica al mondo reale, alle cattive abitudini delle persone o ai loro problemi, parlando per esempio di dipendenze e di riabilitazione come modo per uscirne. Questo finale di stagione si conclude con il “bene” che trionfa sul male, con Bojack in prigione, e sebbene sappiamo sia la cosa giusta ci dispiace che sia finita così. Il finale è moralmente corretto ma non è quello che molti si aspettavano, ovviamente la storia non è nostra, noi siamo soltanto gli spettatori, ma il fatto che si stia parlando di un finale fa sempre storcere un po’ il naso, non ce n’è mai uno perfetto. Nonostante questo la serie, completa così e com’è, è un’opera che tutti dovrebbero guardare, non è difficile imparare qualcosa, magari impersonandosi in quale atteggiamento o situazione e, come per il libro di Diane, sentirsi meno soli ma sperare in una svolta positiva che noi stessi saremmo in grado di crearci. Insomma questo Bojack Horseman da molto a cui pensare, se apprezzate lo stile con cui è disegnato vi consigliamo di guardarlo, anche e soprattutto perché il finale non ha rovinato la serie come purtroppo accade molto spesso. È bello anche il fatto che ci sia stato effettivamente qualcosa da raccontare, e che non sia stato un semplice prolungare la serie per guadagnare più soldi.
Se dovessi dare un voto personale alle stagione 6 parte 2 sarebbe 9-, voto sicuramente influenzato dal finale ma che racchiude dentro di se la bellezza di quest’opera.